ll Consiglio dei Ministri di oggi dovrebbe approvare la riforma della scuola superiore secondo la quale nei nuovi curricoli dei licei e degli istituti tecnici e professionali l'insegnamento della geografia verrà fortemente penalizzato, scomparendo progressivamente.
Ci uniamo all’appello dell’Associazione Italiana Insegnanti di Geografia e la Società Geografica Italiana lanciato su www.aiig.it e www.luogoespazio.info per fermare la rivoluzione dei piani didattici.
Il testo dell’appello:
“Fare geografia a scuola vuol dire formare cittadini italiani e del mondo consapevoli, autonomi, responsabili e critici, che sappiano convivere con il loro ambiente e sappiano modificarlo in modo creativo e sostenibile, guardando al futuro.
Nei nuovi curricoli dei licei e degli istituti tecnici e professionali in via di definizione la geografia scompare del tutto o è fortemente penalizzata.
I sottoscrittori di questo documento ritengono che privarsi degli strumenti di conoscenza propri della geografia, in una società sempre più globalizzata e quindi complessa, significa privare gli studenti di saperi assolutamente irrinunciabili per affrontare le sfide del mondo contemporaneo.”
Per firmare l’appello: http://nuke.luogoespazio.info/appellogeografia/tabid/551/Default.aspx
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Reputo che la geografia sia una delle materie più importanti e personalmente più interessanti, ma che tuttavia il suo insegnamento nella scuola secondaria sia ormai da tempo svalutato.
Non capisco perchè invece di migliorare la sua presenza nelle scuole, integrando l’insegnamento del territorio (orografia, acque ecc.) con elementi di geografia economica e anche di uso e costume locale, si confermi la volontà di farla scomparire.
Credo che in un mondo in continuo mutamento e sempre più connesso con realtà vicine e lontane che siano grazie ai mezzi di comunicazione, si renda necessario avere già dai banchi di scuola una lente che consenta di conoscere e comprendere realtà, situazioni, culture e luoghi diversi dal proprio.
La conoscenza e l’istruzione riguardo ciò che è al di là del nostro orizzonte sono la base per una società che vuole crescere in termini di integrazione e internazionalizzazione.
Paolo Pedersoli () • 03/02/2010, 13:31