L’abbigliamento continua la sua cavalcata nel mondo CRM

Paolo Pedersoli, 08/02/2013

Da una recente ricerca di mercato condotta da Value Lab su base nazionale emerge come circa un intervistato su tre risulti iscritto ad almeno un programma fedeltà nel comparto abbigliamento.
Questo numero di per sé lascia intravedere un ampio spazio di crescita, specie se confrontato con altri settori quali il largo consumo o l’elettronica di consumo, dove le percentuali di penetrazione dei programmi loyalty sono decisamente superiori.

Il Fashion sta affrontando solo negli ultimi anni la necessità di spostare la propria attenzione da una logica puramente legata al prodotto, a una che prenda maggiormente in considerazione anche il governo del cliente finale e dei suoi bisogni; pertanto è comprensibile che i programmi di CRM stiano vivendo attualmente una fase di forte sviluppo e che non possano ancora aver raggiunto il livello di capillarità di chi si è mosso ormai da anni in questa direzione.

Un processo di crescita iniziato da poco dunque, ma con basi decisamente solide se pensiamo che oltre l’85% di chi è iscritto a un programma fedeltà nel comparto moda dichiara di essere condizionato nelle proprie scelte d’acquisto dall’appartenenza a uno specifico programma fedeltà. Consumatori che conoscono la marca, la apprezzano e ne valutano positivamente anche le meccaniche promozionali dunque: ecco perché le aziende di moda di successo si stanno orientando non solo verso la raccolta dei nominativi dei propri clienti e la tracciatura delle vendite, ma anche verso una definizione delle strategie di clienteling che passa dall’analisi dei loro comportamenti d’acquisto e del loro profilo, al fine di identificare azioni maggiormente in linea con i desiderata della propria clientela che possano massimizzarne efficienza ed efficacia.

Paolo Pedersoli

Manager

LinkedIn 
torna su