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	<title>Value Lab</title>
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	<description>Marketing, Vendite, Retail</description>
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		<title>Webinar VALUE LAB e SAS: CRM nel settore delle Utility &#8211; 29 maggio 2012</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 17:00:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>VALUE LAB</dc:creator>
				<category><![CDATA[Crm]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sas]]></category>

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		<description><![CDATA[Il prossimo 29 maggio VALUE LAB e SAS terranno un Webinar in cui illustreranno come massimizzare l’efficienza e l&#8217;efficacia dei processi di marketing per le aziende del comparto Utility, monitorandone i risultati. Nello specifico, nel corso del seminario verranno presentate: le aree di innovazione su cui VALUE LAB e SAS sono impegnate insieme ad aziende [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il prossimo 29 maggio <strong>VALUE LAB</strong> e<strong> SAS</strong> terranno un <strong>Webinar</strong> in cui illustreranno come massimizzare l’efficienza e l&#8217;efficacia dei processi di marketing per le aziende del comparto Utility, monitorandone i risultati.</p>
<p>Nello specifico, nel corso del seminario verranno presentate:</p>
<ul>
<li>le <strong>aree di innovazione </strong>su cui <strong>VALUE LAB</strong> e <strong>SAS </strong><strong></strong>sono impegnate insieme ad aziende del settore <strong>Utility </strong> di fama nazionale ed internazionale,  descrivendo gli <strong>aspetti </strong>che caratterizzano le diverse esperienze;</li>
<li>le<strong> motivazioni </strong>che stanno spingendo le maggiori realtà mondiali del settore delle Utility a investire in progetti di <strong>Analytics </strong>e di<strong> CRM;</strong></li>
<li>le <strong>criticità </strong>che alcune aziende si trovano ad affrontare. La necessità di mettere non solo il prodotto ma anche il <strong>cliente al centro della propria strategia </strong>di business, di <strong>estrarre velocemente informazione significativa </strong>da tutti i touchpoints aziendali e di trasformare l’insight dei dati in <strong>execution efficace; </strong></li>
<li>quali sono stati i <strong>risultati ottenuti attraverso le  best practice.</strong></li>
</ul>
<p>La presentazione si concentrerà su:</p>
<ul>
<li><strong>Data Quality</strong>: come migliorare e monitorare la qualità dei datie arricchire i dati interni con dati esterni di valore;</li>
<li><strong>Data Management</strong>: costruire e gestire il customer database</li>
<li><strong>Customer Analytics</strong>: utilizzare modelli statistici per profilare i clienti allo scopo di ridurre il churn, incentivare lo switch (a mercato libero) e il crosselling</li>
<li><strong>Marketing Execution</strong>: gestione di iniziative di Marketing multicanale, controllo e follow up dei risultati</li>
<li><strong>Loyalty</strong>: programmi e attività per evolvere la relazione col cliente e fidelizzarlo</li>
</ul>
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		<title>La nuova sfida si chiama “loyalty di servizio”</title>
		<link>http://www.valuelab.it/blog-eventi-news/blog/la-nuova-sfida-si-chiama-%e2%80%9cloyalty-di-servizio%e2%80%9d.html</link>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 16:30:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Storella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em>Dopo il loyalty di massa e quello micro, la nuova frontiera del marketing relazionale, secondo l’Osservatorio fedeltà di Parma, è il loyalty di servizio.</em></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>All’inizio era il “<strong>loyalty di massa</strong>” ovvero quella “<strong>grande promozione fedeltà</strong>” che semplicemente divideva i consumatori tra “<strong>chi aveva la tessera fedeltà</strong>” e “<strong>chi non ce l’aveva</strong>”, riservando solamente ai primi sconti e raccolte punti. E’ arrivato in seguito il momento del “<strong>loyalty micro</strong>” , per cui la distinzione dei clienti in due schiere non è stata più sufficiente e si è iniziato a percepire che in realtà dietro quella carta fedeltà c’era molto di più di una semplice raccolta punti e che quel “ di più” permetteva di accedere ad un esclusivo patrimonio informativo sul cliente da poter sfruttare per attività sia tattiche che strategiche.</p>
<p>Ma dopo il loyalty di massa e quello micro, oggi la nuova frontiera, secondo l’<strong>Osservatorio fedeltà di Parma</strong>, sembra essere il “<strong>loyalty di servizio</strong>”,  un loyalty che non sarà più composto solamente da strumenti per fidelizzare ma anche e soprattutto da <strong>un insieme di servizi per stupire, sorprendere ed emozionare il consumatore.</strong> La sfida sarà osservare come si muove il cliente e riuscire ad analizzare nel dettaglio il suo comportamento per anticipare le sue azioni (per esempio prima di andare a ritirare nel punto vendita il prodotto che ha scelto, controlla dal suo cellulare che sia già disponibile? Oppure si informa sul web di quello “ che si dice” riguardo all’oggetto del suo acquisto?).</p>
<p>Un esempio citato a tal proposito è quello dell’esclusivo servizio offerto dal virtual store Homeplus nella metropolitana di Seul. Per rispondere all’esigenza quotidiana di fare la spesa in poco tempo e nel poco tempo libero a disposizione durante la giornata, sono state riprodotte sui treni, sotto forma di grandi fotografie, le immagini dei prodotti che si trovano negli scaffali del supermercato Homeplus. Il consumatore, in attesa del treno, non dovrà far altro che fotografare con il proprio smartphone il codice a barre bidimensionale dei prodotti, automaticamente verrà collegato alla pagina web dell’insegna dove potrà completare e terminare l’ordine con qualche click. A questo punto il tempo di prendere il treno e la spesa sarà già a casa ad aspettare il pendolare affaccendato.</p>
<p>In pochi e semplici passi si è riusciti a conoscere il cliente, seguirlo nell’acquisto e offrirgli un servizio unico e sorprendente.</p>
<p><em>Per il consumatore non esiste il canale per eccellenza, esistono i canali ma soprattutto un bisogno di acquisto che si articola in diverse fasi che è necessario conoscere per accompagnarlo e rendere soddisfacente questa esperienza</em>.</p>
<p>Non si può quindi trascurare il fatto che se da una parte gli strumenti per fidelizzare sono tanti e ormai abbastanza diffusi e comuni a tutti gli attori del mercato,  dall’altra la strada per arrivare alla fidelizzazione passa per la capacità di garantire un servizio unico e eccellente. Si tratta senza dubbio di una buona notizia per le imprese che potranno così dedicarsi ad emozionare e stupire il proprio cliente, solo però dopo aver analizzato nel dettaglio e con accuratezza i suoi comportamenti.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.promotionmagazine.it/rivista/PM_138/index.html#/50/">http://www.promotionmagazine.it/rivista/PM_138/index.html#/50/</a></p>
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		<title>Vince chi integra (i dati)</title>
		<link>http://www.valuelab.it/risorse/vince-chi-integra-i-dati.html</link>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 17:01:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Pirocco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Risorse]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>L'<strong>Integrated Marketing Management</strong> (IMM), la nuova frontiera del Business, è stato al centro dell'ultima edizione del <strong>SAS Forum Italia</strong> svoltosi a Milano il 17 aprile scorso. Le aziende, attraverso un insieme complesso di tecnologie e metodologie, hanno la possibilità di <strong>mettere insieme i dati interni con quelli provenienti dai social network per conoscere i propri clienti a 360°</strong> e realizzare <strong>attività event-driven</strong> cioè scatenate automaticamente da un'interazione dei clienti con l'azienda o da una variazione di comportamento del consumatore.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L'<strong>Integrated Marketing Management</strong> (IMM), la nuova frontiera del Business, è stato al centro dell'ultima edizione del <strong>SAS Forum Italia</strong> svoltosi a Milano il 17 aprile scorso. Le aziende, attraverso un insieme complesso di tecnologie e metodologie, hanno la possibilità di <strong>mettere insieme i dati interni con quelli provenienti dai social network per conoscere i propri clienti a 360°</strong> e realizzare <strong>attività event-driven</strong> cioè scatenate automaticamente da un'interazione dei clienti con l'azienda o da una variazione di comportamento del consumatore.</p>
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		<item>
		<title>VALUE LAB Gold Sponsor al WHARTON GLOBAL ALUMNI FORUM &#8211; Milano, 17 &#8211; 18 Maggio 2012</title>
		<link>http://www.valuelab.it/blog-eventi-news/news/value-lab-golden-sponsor-al-wharton-global-alumni-forum.html</link>
		<comments>http://www.valuelab.it/blog-eventi-news/news/value-lab-golden-sponsor-al-wharton-global-alumni-forum.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 06 May 2012 14:31:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Pirocco</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[VALUE LAB è Gold Sponsor del Wharton Global Alumni Forum, evento dedicato agli alumni della prestigiosa business school statunitense, che si svolgerà a Milano i prossimi 17 e 18 Maggio. All’evento, organizzato per la prima volta in Italia, prenderanno parte personalità di spicco, a livello europeo e mondiale, della politica, del business, dell’economia, della finanza e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-21492" title="LT_REDBLUE" src="http://www.valuelab.it/wp-content/uploads/LT_REDBLUE-294x72.jpg" alt="" width="294" height="72" /><strong></strong></p>
<p><strong>VALUE LAB</strong> è <strong>Gold Sponsor</strong> del <strong>Wharton Global Alumni Forum</strong>, evento dedicato agli alumni della prestigiosa business school statunitense, che si svolgerà a <strong>Milano</strong> i prossimi <strong>17 e 18 Maggio</strong>.</p>
<p>All’evento, organizzato per la prima volta in Italia, prenderanno parte personalità di spicco, a livello europeo e mondiale, della politica, del business, dell’economia, della finanza e della moda. E’ prevista una <strong>audience</strong> di circa <strong>500 top manager ed executive da tutto il mondo</strong> che, guidati dal <strong>filo conduttore del &#8220;Switching gears&#8221;</strong> (questo è il titolo del Forum) affronteranno temi legati alla finanza, alla sostenibilità e ai mondi del fashion e del retail.</p>
<p>Hanno già confermato la propria presenza in qualità di speaker, l’attuale ministro dello Sviluppo Economico <strong>Corrado Passera</strong>, <strong>Ignazio Visco</strong>, Governatore della Banca d’Italia, <strong>Patrizio Bertelli</strong>, Amministratore Delegato di Prada, <strong>Andrea Guerra</strong>, Director e CEO di Luxottica, <strong>Claudio Del Vecchio</strong>, CEO di Brooks Brothers, <strong>Luca Cordero Di Montezemolo</strong>, <strong>Marco De Benedetti</strong>, Managing Director di The Carlyle Group, <strong>Nicolas Topiol</strong>, CEO di Christian Lacroix.</p>
<p><em><strong>Per info e approfondimenti</strong></em>:</p>
<p><a href="http://whartonmilan12.com/milan12/Speakers.aspx" target="_blank">http://www.whartonmilan12.com/milan12/</a><br /><a href="http://whartonmilan12.com/milan12/Speakers.aspx" target="_blank">http://whartonmilan12.com/milan12/Speakers.aspx</a><br /><a href="http://www.wharton.upenn.edu/">http://www.wharton.upenn.edu/</a></p>
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		<item>
		<title>VALUE LAB al Cosmofarma per presentare metodi e strumenti di gestione del canale farmacia ed erboristeria &#8211; 4 &#8211; 5 Maggio 2012</title>
		<link>http://www.valuelab.it/blog-eventi-news/news/4-5-maggio-2012-value-lab-al-cosmofarma-per-presentare-metodi-e-strumenti-di-gestione-del-canale-farmacia-ed-erboristeria.html</link>
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		<pubDate>Tue, 01 May 2012 15:54:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Pirocco</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.valuelab.it/?p=21734</guid>
		<description><![CDATA[Per maggiori informazioni, clicca qui.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Cosmofarma" href="http://www.cosmofarma.com/ita/index.asp">Per maggiori informazioni, clicca qui.</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Dimmi che trasmissioni televisive guardi e ti dirò cosa potrebbe piacerti: il concetto di HIGHLY TARGETED ADS</title>
		<link>http://www.valuelab.it/blog-eventi-news/blog/dimmi-che-trasmissioni-televisive-guardi-e-ti-diro%e2%80%99-cosa-potrebbe-piacerti-il-concetto-di-highly-targeted-ads.html</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 12:00:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidonnici</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em>Un’innovativa e al tempo stesso geniale interpretazione dell’arte del Marketing direttamente dagli Stati Uniti</em></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il contesto socio-economico: l’era degli Annunci Pubblicitari Altamente Mirati</strong></p>
<p>Come tutti gli internauti evoluti ben sanno, basta collegarsi su vari portali quali Amazon, Facebook, YouTube per visualizzare direttamente sullo schermo collegamenti mirati a libri, film o videogiochi a cui potremmo essere interessati; amici, colleghi, vecchi compagni di scuola, parenti lontani che potremmo conoscere o spezzoni di film e video musicali che, molto probabilmente, potrebbero piacerci. Nel profondo del web esistono infatti degli algoritmi di <em>Web Mining</em> che, sulla base dei link visitati, inviano dei feedback “suggestivi” all’utente seguendo la logica del: chi ha visitato “questa” pagina internet, ha visitato anche “queste” altre pagine. Nell’ottica di incontro tra <em>demand and offer</em> questo aspetto può tradursi nel più interessante: dimmi che cosa <em>hai</em> <em>acquistato</em>, ti suggerisco cosa <em>hanno</em> <em>acquistato</em> le persone che hanno scelto i tuoi stessi prodotti. In sintesi: raccolgo informazioni sui lead monitorandone il comportamento e agisco di conseguenza in modo mirato e puntuale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il canale: dal Web al Piccolo Schermo</strong></p>
<p>Immaginate ora di ribaltare il paradigma dal web alla televisione: entrambi i canali raggiungono milioni di utenti sparsi per il globo. Milioni di utenti con determinate caratteristiche, determinati gusti,  determinati interessi, residenti in determinate aree e disponibili all’ascolto di un messaggio pubblicitario <em>mirato e personalizzato</em> all’accensione dell’apparecchio televisivo. In pratica milioni di potenziali acquirenti dei nostri prodotti e/o dei nostri servizi. E’ il trend attualmente in pieno sviluppo lanciato dalle emittenti televisive Americane. State guardando un documentario sulle più recenti innovazioni tecnologiche nella cura di determinate patologie? Ecco che, nell’intervallo pubblicitario, riceverete annunci sulle ultime tendenze nel campo degli integratori alimentari, dei cosmetici, dei farmaci OTC.  Siete residenti a breve distanza da un importante centro commerciale di recente apertura? Ecco che, mentre guardate il vostro programma preferito, viene trasmessa una pubblicità sul Parco Commerciale appena edificato e sulle insegne presenti al suo interno. Siete appassionati sciatori? Riceverete la pubblicità riguardante la più recente promozione per la sottoscrizione di un abbonamento annuale alla più importante rivista del settore, e così via.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>L’approccio metodologico: le tecniche di Geo-Data Mining</strong></p>
<p>Le informazioni gestite nei <em>Customer Database</em> degli abbonati alle emittenti televisive contengono numerose informazioni aziendali interne di base che possono orientare alla definizione del Target quali, ad esempio: genere, età, sesso, dati su figli o animali domestici, informazioni su hobby e interessi (per fare un parallelo con la regola delle <em>five Ws</em>,<strong> WHO: CHI</strong> sono i miei Clienti). Tramite tecniche di Data Integration è possibile poi arricchire questi dati con le informazioni esterne sui programmi televisivi visti dagli utenti, suddivisi per tipologia come ad esempio documentari salutisti, film d’azione, programmi sportivi, e così via, e sulla fascia oraria di riferimento (<strong>WHAT:</strong> <strong>CHE COSA </strong>guardano e<strong> WHEN:</strong> <strong>QUANDO</strong>). Ulteriori informazioni quali la localizzazione del Target di riferimento possono essere poi ottenute <em>georeferenziando</em> e mappando le anagrafiche presenti nel <em>Customer Database</em> tramite gli indirizzi anagrafici di residenza  (<strong>WHERE:</strong> <strong>DOVE </strong>risiedono). Ultimo concetto, ma non meno importante, è relativo al <strong>WHY:</strong> <strong>PERCHE’ </strong>guardano una determinata trasmissione televisiva. La risposta a questo ultimo punto è in realtà la chiave di volta per comprendere il concetto di <em>Highly Targeted Ads</em>: si presuppone infatti che chiunque guardi un determinato programma televisivo lo faccia perché  <em>è interessato a farlo</em>, quindi potenzialmente classificabile in un cluster di consumatori di determinati prodotti/servizi.</p>
<p>Grazie a tecniche specifiche di <em>Geo-Data Mining</em>, quali ad esempio la <em>cluster analysis</em>, l’<em>analisi delle associazioni</em> (<em>basket analysis</em>) e gli <em>alberi decisionali</em> è possibile poi sviluppare dei modelli di calcolo ad hoc per risolvere specifiche le problematiche di business quali sono la definizione di pacchetti promozionali mirati e l’individuazione di opportunità di <em>cross-selling</em> (in questo caso riferita alla sottoposizione dello spettatore a specifici spot televisivi).</p>
<p>Un’ulteriore opportunità è rappresentata dall’utilizzo dei dati e degli esiti delle analisi condotte sul <em>Customer Database</em> per la selezione di clienti potenzialmente in target per azioni di direct marketing mirato.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Pregi e Difetti degli Highly Targeted Ads</strong></p>
<p>I pro e contro degli <em>Highly Targeted Ads</em> possono essere  sintetizzati come segue:</p>
<p><em><span style="text-decoration: underline;">Pro</span></em></p>
<p><em>Lato Emittenti Televisive</em></p>
<ul>
<li>Aumento del fatturato sulla base del numero di convenzioni sottoscritte con i provider di servizi pubblicitari (Bank of America stima un giro d’affari di <strong>11,6 miliardi di dollari</strong> entro il 2015)</li>
<li>Utilizzo di dati principalmente già presenti in azienda</li>
<li>Aumento di know how mirato sul proprio portafoglio Clienti</li>
<li>Aumento dell’awareness del proprio brand</li>
<li>Utilizzo di algoritmi di calcolo in gran parte automatizzabili</li>
</ul>
<p> <em>Lato Provider di serivizi Pubblicitari</em></p>
<ul>
<li>Elevata numerosità di potenziali clienti aggredibili</li>
<li>Copertura potenziale di tutte le emittenti televisive che richiedono la sottoscrizione di un servizio/l’utilizzo di un decoder</li>
<li>Facile raggiungibilità del Target</li>
<li>Aumento dell’awareness del proprio brand</li>
<li>Difficile possibilità di evasione dagli annunci pubblicitari da parte del Target</li>
</ul>
<p><em> <span style="text-decoration: underline;">Contro</span></em></p>
<p><em>Lato Emittenti Televisive</em></p>
<ul>
<li>Costi di data management (possibile outsourcing verso società di consulenza specializzate)</li>
<li>Possesso di know how di analisi specifico (possibile outsourcing verso società di consulenza specializzate)</li>
<li>Necessaria implementazione di una struttura commerciale per la gestione dei convenzionamenti con i provider di servizi pubblicitari</li>
<li>Possibile perdita in termini di Brand Reputation dovuta all’utilizzo di tecniche pubblicitarie ritenute eccessivamente invasive dal pubblico</li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>In sintesi</strong></p>
<p>Siamo di fronte alla massima evoluzione attualmente disponibile in termini di promozione mirata. In fondo, pensandoci bene, non tanto diversa dal consiglio di un esperto del settore, quale potrebbe essere un concierge di un albergo nella scelta di un ristorante in cui trascorrere la serata. La più importante differenza? Invece di uno o due consigli il Cliente può riceverne a decine, con un aumento considerevole in termini di opportunità di scelta e, di conseguenza, di <em>acquisto</em>.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La Brand Loyalty ai tempi del consumatore 2.0</title>
		<link>http://www.valuelab.it/blog-eventi-news/blog/la-brand-loyalty-ai-tempi-del-consumatore-2-0.html</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Apr 2012 08:25:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo Giacopelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Come cambia il processo d’acquisto del consumatore 2.0? Rispondere a questa domanda è l’obiettivo dell’indagine “Inside the Buy – Dentro gli acquisti” condotta da AMP Agencies sul comportamento d’acquisto di consumatori tra i 25 e i 49 anni. La ricerca è stata effettuata su cinque categorie di prodotti e relativi acquirenti: prodotti per l’infanzia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-21700" title="BI-customer-loyalty" src="http://www.valuelab.it/wp-content/uploads/BI-customer-loyalty.png" alt="" width="200" height="180" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Come cambia il processo d’acquisto del consumatore 2.0?</strong></p>
<p>Rispondere a questa domanda è l’obiettivo dell’indagine <strong>“Inside the Buy – Dentro gli acquisti” condotta da AMP Agencies</strong> sul <strong>comportamento d’acquisto di consumatori tra i 25 e i 49 anni.</strong> La ricerca è stata effettuata su <strong>cinque categorie di prodotti</strong> e <strong>relativi acquirenti</strong>: prodotti per l’infanzia, food &amp; beverage, health &amp; care, fashion ed elettronica di consumo. I risultati che emergono evidenziano una <strong>riconfigurazione della brand loyalty</strong>, <strong>dettata da un cambiamento negli strumenti a disposizione del cliente per collezionare informazioni pre-acquisto</strong>, sia esso eseguito online che offline.</p>
<p>Secondo la ricerca <strong>solo il 3% del campione si dichiara fedele in modo assoluto ad una marca</strong>, mentre la restante parte dichiara di prendere in considerazione tutte le alternative disponibili.</p>
<p><strong>Il 43% dichiara di effettuare ricerca nella fase di pre-acquisto</strong> (31% per Health &amp; Care, 44% per prodotti per l’infanzia, 64% per l’elettronica di consumo) e tale parte del campione è composta in parte preponderante da maschi. Circa <strong>il 36% dichiara che il processo di ricerca ha portato all’acquisto di un prodotto differente da quello deciso nella fase iniziale</strong>, mentre quasi tutto il campione sostiene che tale processo ha comunque influenzato la scelta d’acquisto.</p>
<p>Da evidenziare come circa <strong>il 30% degli intervistati</strong> dichiari di <strong>non essere riuscito a reperire informazioni utili online</strong>, mentre il <strong>4% lamenti un eccesso di informazioni fuorvianti</strong> che hanno portato, in ultima analisi, a complicare il processo decisionale nel complesso. Circa il <strong>74% del campione ha dichiarato di essersi preso qualche giorno per rifletter</strong>e, mentre la restante parte ha dichiarato di non averci pensato molto su, a dimostrazione dell’importanza delle strategie di timing e della tempestività dell’informazione. Si potrebbe pensare che la totalità degli intervistati dichiari di aver effettuato almeno un acquisto spontaneo recentemente, ma non è così: solo il 67% dichiara di aver agito in tal modo. L’accessibilità (anche mobile) dell’informazione, così come  s<strong>trumenti di successo quali il digital signage in-store ed il customer service stanno</strong> <strong>contribuendo alla diminuzione di acquisti spontanei e alla crescita di complessità lungo il processo decisionale.</strong></p>
<p><strong>Dai risultati della ricerca si evidenzia come oggi sia sempre più complesso ottenere Brand Loyalty dai consumatori e come sia di grande importanza la gestione dell’informazione, sia in entrata che in uscita.</strong> L’obiettivo, in ultima analisi, dev’essere quello di facilitare ad ogni livello il processo d’acquisto, integrando una gestione accurata dei feedback ad un costante dialogo con il consumatore.</p>
<p><strong><em>Link</em></strong><em>: </em> AMP &#8211; “Inside the Buy”:<a href="http://www.ampagency.com/wp-content/uploads/pdfs/InsideTheBuy.pdf" target="_blank"> http://www.ampagency.com/wp-content/uploads/pdfs/InsideTheBuy.pdf</a></p>
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		<title>Smart</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Apr 2012 14:36:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Pirocco</dc:creator>
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		<title>Mercedes-Benz</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Apr 2012 14:19:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Pirocco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Automotive]]></category>
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		<title>Nuove frontiere tecnologiche nel Fashion &amp; Luxury: Instagram conquista il mondo della moda</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Apr 2012 13:11:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica Fornaciari</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><br data-mce-bogus="1"/></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Se il 2011 ha rappresentato l’anno del “social localizzante”, emblematico il caso di <strong>Foursquare</strong>, il 2012 vede l’affacciarsi di nuovi protagonisti non solo della rete, ma soprattutto delle App a portata di tutti. Il re indiscusso di questo genere è<strong> Instagram,</strong> che ha letteralmente “rapito” creativi e uomini di business del settore Fashion &amp; Luxury.</p>
<p>Sono ormai 15 milioni gli utenti che sfruttano questa tecnologia, utilizzatori attivi e fedeli, e pertanto fortemente appetibili per i brand della moda. L’applicazione ha riscosso un gran successo soprattutto per il gesto “naturale” che la accompagna, il clic fotografico, “sociale” e collettivo, ma soprattutto sempre più comune tra gli utenti smartphone, anche quelli meno tecnologicamente avanzati.</p>
<p>Ma che cosa rende questa tecnologia così interessante per il settore della moda? Prima di tutto, il target di utenti “tecnologici” nel mondo della moda e del lusso è sempre più importante e le sue decisioni di acquisto sempre più legate ad applicazioni e messaggi “digitali”. Nel 2010 gli utilizzatori di smartphone, solo in USA, erano oltre 50 milioni, un numero in forte crescita. Come non considerare questo bacino di utenti, spesso anche trend setter, importante per qualsiasi brand?</p>
<p>Consideriamo poi che i budget destinati ai media digitali nelle aziende del lusso stanno crescendo esponenzialmente e che l’aumento del traffico online del settore risulta essere inferiore solamente al ramo automotive (anch’esso così strettamente legato al linguaggio visivo ed estetico; ecco spiegata la presenza quasi invadente di oltre il 90% dei brand all’interno dei maggiori social network.</p>
<p>Instagram è probabilmente il prodotto cult di questa fase tecnologica. E’ un’applicazione basata sulla condivisione di fotografie che permette l’utilizzo di particolari filtri che possono trasformare anche l’utente inesperto in un discreto fotografo. Una volta realizzato lo scatto, la fase più “eccitante”, per i più vanitosi, sarà la pubblicazione online delle fotografie sui più diffusi social network.</p>
<p>L’applicazione ha avuto talmente successo che sono decine le fotografie pubblicate ogni secondo (oltre 800.000 in una giornata), con l’App che ha superato i 7 milioni di download in un brevissimo periodo di tempo. Queste premesse e questi numeri hanno spinto marchi del lusso a utilizzare Instagram come strumento nelle attività di digital marketing, favorendo il coinvolgimento dell’utente.</p>
<p>Il pioniere nell’utilizzo di questa applicazione è stato<strong> Levi’s</strong>, che ha colto il potenziale “vintage” tipico dei filtri di questo strumento per esaltare il carattere retrò del denim. Anche <strong>Burberry</strong> ha spinto i suoi top client a utilizzare questa tecnologia (ricordiamo che è il marchio con più follower su twitter e facebook) e condividere la loro esperienza attraverso essa; ma ha anche dato&nbsp; loro la possibilità di spiare dietro le quinte le sfilate piuttosto che condividere curiosità e news.</p>
<p><strong>Marc Jacobs</strong> ha invece deciso di aiutare il cliente a diventare protagonista, raccogliendo immagini personali inviate attraverso lo sharing e realizzandone un collage universale e condiviso.</p>
<p>Ancora di più, Instagram è diventato il mezzo di pubblicazione istantanea di contenuti durante eventi quali Fashion Week, eventi, sfilate e così via, diventando esso stesso un trend indipendentemente dal brand coinvolto.</p>
<p>Il vantaggio competitivo di Instagram&nbsp; nell’industria del lusso può essere quindi riassunto nel mix tra la partecipazione di fan e aziende (per comunicare in tempo reale e targettizzare meglio la propria audience di riferimento), e lo sfruttamento dell’effetto risonanza degli opinion leader presenti online.</p>
<p>Insomma, il <strong>basso costo della piattaforma</strong> e la sua<strong> genialità</strong> <strong>stanno decretando il successo di Instagram nel fashion e generando nuove interessanti attività di marketing, portando le aziende a seguire un nuovo modello di CRM digitale. E il 2012 è appena iniziato.</strong></p>
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